Giovedì 29 Giugno 2006

- Sezione 4 - Dal 1946 al 1979 - Temi principali

Hardware

Nata nel periodo precedente, l’informatica si sviluppa fino ai nostri giorni come fenomeno tecnologico, scientifico, economico; si possono distinguere tre fasi caratterizzate dall’ambiente in cui si diffonde, delle informazioni che vengono trattate, del prodotto più diffuso. I particolare:

  • dal 1945 al 1979: le (grandi) organizzazioni, i dati aziendali, il mainframe;

  • dal 1979 al 1994: le persone, le informazioni necessarie al lavoro individuale, il personalcomputer;

  • dal 1994 ad oggi: la comunicazione, la conoscenza disaggregata, Internet.

Il primo di questi periodi può essere descritto dai classici tre punti di vista: l’hardware (i prodotti tecnologici disponibile), il software (gli strumenti e i metodi per usarli) e le applicazioni (e il loro impatto socioeconomico).

L’hardware

All’inizio del periodo si colloca una fase “preindustriale” in cui si mettono a punto computer di varia struttura e disegno concettuale, essenzialmente pensati nel periodo precedente; compaiono ENIAC e EDVAC all’università di Pensilvania, e EDSAC all’università di Cambridge (in Inghilterra).

Successivamente il periodo si può dividere in “generazioni” caratterizzate dalla tecnologia dominante. Nelle prime tre generazioni esistono essenzialmente macchine grandi e costose che saranno chiamati mainframe; nell’ultima compaiono anche quelli che, per contrasto, saranno chiamati minicomputer.

I generazione(1951-1959): sono costruiti con valvole, le memorie interne sono di vario tipo, le periferiche sono lente (anche se vengono sviluppati in questo periodo le stampanti veloci e i nastri magnetici). Il primo computer disponibile sul mercato è l’UNIVAC I, costruito in meno di cinquanta esemplari; un altro esempio tipico è costituito dall’IBM 650.

II generazione (1959- 1965): sono costruiti con transistor, hanno la memoria a nuclei di ferrite e periferiche veloci; si diffondono i nastri magnetici; cominciano a comparire i supporti magnetici ad accesso diretto. Viene ideata la memoria virtuale.

III generazione (1965-1971): sono costruiti con circuitiintegrati; compaiono le prime memorie su chip; le periferiche sono veloci; si diffonde l’uso dei terminali; le memorie esterne sono “smontabili”; si fa ampio uso della microprogrammazione. La IBM introduce la “serie 360” che fissa una serie di standard tecnici e concettuali ancor oggi esistenti (per esempio; il Byte di 8 bit come rappresentante di un carattere o la compatibilità dei vari modelli); diventano così omogenei ed uniformi i piccoli elaboratori per applicazioni gestionali e quelli grandi per applicazioni scientifiche.

Compaiono computer di dimensioni più modeste

IV generazione (1971-1979): sono costruiti con microprocessori; le memorie interne sono solo su chip; i nastri diventano marginali; compaiono le prime stampanti laser; si sviluppano i terminali che acquistano via via più “intelligenza” (sono costituiti da un video, una tastiera e da elettronica di collegamento, cui si può aggiungere una stampante meccanica); compaiono le reti di computer (anche decine) cui sono connessi (anche decine di) migliaio di terminali. La IBM introduce la “serie 370” evoluzione della precedente (ha standard la memoria virtuale);

I mainframe dell’ultima generazione subiscono, nella parte alta della gamma, la competizione dei supercomputer (che sono specializzati nel calcolo scientifico, come per esempio il Cray-1) e nella parte bassa, la competizione dei minicomputer (detti anche semplicemente “mini”)che sono macchine generalpurpose con basso costo, ma con buone prestazioni (per esempio la DEC introduce all’inizio degli anni ‘70 il PDP-11 e verso la fine il Vax).

Apple, Commodore e Tandy cominciano a commercializzare personal computer costruiti attorno a un singolo microprocessore alloggiato in un terminale (un video e una tastiera).

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