Giovedì 29 Giugno 2006

- Sezione 2 - Dal 5000 a. C. al 1600 d. C - Approfondimenti

I sistemi di scrittura

I sistemi di scrittura ricadono essenzialmente in tre categorie (di ognuna delle quali esistono varie tipologie).

Le categorie principali sono:

A. sistemi alfabetici;

B. sistemi sillabici;

C. sistemi ideografici.

È anche importante indicare il verso della scrittura utilizzata; a questo proposito vanno distinti i linguaggi in cui i simboli sono rappresentati da destra a sinistra (tutti con le righe dall'alto in basso), quelli in cui vanno da sinistra a destra (anche in questo caso le righe vanno dall'alto in basso), quelli bustrofedici (i simboli vanno alternativamente da destra a sinistra e da sinistra a destra, sempre dall'alto verso il basso), quelli in cui si va dall'alto in basso (con le righe indifferentemente da destra a sinistra o da sinistra a destra) e quelli in cui si ha una qualche forma di composizione con simboli contenuti in altri simboli.

I sistemi alfabetici

La maggior parte dei sistemi alfabetici deriva dall'alfabeto fenicio o è di origine indiana. Fra i sistemi di scrittura derivati dall'alfabeto fenicio vi sono, attualmente, i seguenti: latino (usato per lingue parlate da 2.400 milioni di persone), cirillico (440 milioni), arabo (280 milioni), greco (12 milioni), ebraico (10 milioni), armeno (6 milioni), mongolo (6 milioni), georgiano (4 milioni), siriano (meno di un milione).

Si mostrano, per due caratteri consonantici, il simbolo originale fenicio (di origine ideografica) e le versioni di alcune delle lingue citate; per i caratteri vocalici l'associazione è meno chiara: infatti, nel fenicio si avevano originariamente solo caratteri consonantici (quelli vocalici erano superflui date le caratteristiche della lingua). Nei sistemi relativi a lingue in cui le vocali erano necessarie, sono stati introdotte utilizzando segni originariamente relativi a consonanti:

· fenicio [ kap ʰ ] (palmo), ebraico « כ », arabo « ك », greco « Κ », latino « K », cirillico « К »;

· fenicio [ lāmed ʰ ], (pungolo?), ebraico « ל », arabo « ل », greco « Λ », latino «L», cirillico « Л »;

· fenicio [ ˀ ālep ʰ ] (bue), ebraico « א », arabo « ا », diventa vocale in greco « Α », latino «A», cirillico « А ».

Fra i sistemi di origine indiana vi sono: devanagari (600 milioni di parlanti per le lingue che usano questo sistema di scrittura), bengalese (240 milioni), gurmukhi (96 milioni), tamil (75 milioni), telugu (75 milioni), tailandese (59 milioni), gujarati (50 milioni), kannada (47 milioni), oriya (37 milioni), malayalam (36 milioni), birmano (32 milioni), cingalese (13 milioni), cambogiano (7 milioni), tibetano (6 milioni), laotiano (4 milioni). Diamo alcuni esempi di scrittura in alcune delle lingue descritte:

· devanagari: « मसाला » [mas ā l ā ];

· malayalam: « നാമാം » [naman];

Vi sono infine alcune scritture alfabetiche che non appartengono a queste aree: tifinagh (berbero, 10 milioni), maldiviano (meno di un milione).

I sistemi sillabici

I sistemi alfabetici vengono utilizzati sia come sistemi di scrittura a sé stanti, sia come sistemi per integrare i sistemi ideografici. Sono attualmente in uso i seguenti sistemi sillabici autonomi: etiopico (37 milioni), yi (cina meridionale, 6 milioni), cree (amerindo settentrionale, meno di un milione), cherokee (amerindo settentrionale, meno di un milione).

I seguenti sistemi sillabici sono invece utilizzati per integrare il sistema ideografico cinese: hiragana e katakana (area giapponese, 126 milioni di parlanti), hangul (area coreana, 78 milioni di parlanti). Come esempio diamo le sillabe dell'hiragana e del katakana con consonante «k»: « か » e « カ » [ka], « き » e « キ » [ki], « く » e « ク » [ku], « け » e « ケ » [ke], « こ » e « コ » [ko].

I sistemi ideografici

Si ha fondamentalmente un unico sistema ideografico attualmente in uso, e si tratta del cinese. Viene utilizzato per la scrittura di lingue parlate da 1.510 milioni di persone. Di queste, 126 milioni di persone usano lingue integrate con i due sistemi sillabici hiragana e katakana (giapponese) e 78 milioni usano lingue integrate con il sistema sillabico hangul coreano.

Nel cinese si hanno sei tipi di simboli (nell'elenco seguente due tipi sono citati nella stessa voce):

· I pittogrammi, che rappresentano in maniera stilizzata l'oggetto rappresentato; ecco alcuni esempi:

  • o « 人 » [žen] , «uomo»;

  • o « 馬 » [m ă ], «cavallo»;

  • o « 木 » [mu], «albero».

· I diagrammi o indicatori, che, sempre in maniera stilizzata, rappresentano un concetto astratto; per esempio:

  • « 三 » [san] , «tre»;

  • « 上 » [ š aŋ ], «sopra».

· I prestiti fonetici, in cui un carattere viene usato per una parola con la stessa pronuncia anche se il significato non è collegato; per esempio:

  • « 萬 » [wan], con il significato originale di «scorpione», è utilizzato anche per «diecimila», che ha la stessa pronuncia.

· i deflettivi, in cui un carattere, pur mantenendo il suono nel tempo, ha assunto nuovi significati; per esempio:

  • « 网 » [wang], dal significato originale di «rete», ha acquisito successivamente il significato di «catturare».

· I composti logici, ottenuti dalla composizione di due o più pittogrammi; per esempio:

  • da «sole», « 日 » [žï], e «luna», « 月 » [ẅë], si ha « 明 » [miŋ], «luminosità»;

  • da « cavallo», « 馬 » [m ă ] , e «portone», « 門 » [ẅë], si ha « 闖 » [tš ʰ uaŋ], «irruzione».

· I composti semantico fonetici, formati da due parti di cui una descrive il suono della parola e l'altra l'associa al significato; per esempio:

  • il componente fonetico « 青 » [ tš hiŋ ] (col significato di «verde-azzurro») combinato con «sole», « 日 » [žï], permette di ottenere « 晴 » [ tš hiŋ ], «bel tempo», mentre, combinato con «occhio», « 目 » [mu], porta a « 睛 » [ tšiŋ ], «pupilla» (vi è stato nel passato un mutamento nella pronuncia);

  • il componente semantico « 女 », donna (con pronuncia [n ü ]), combinato con « 且 » [ tšye ] («anche») ottiene « 姐 » [ tšye ], sorella minore, mentre combinato con « 馬 » [ma] («cavallo») ottiene « 媽 » [ma], mamma e combinato con « 圭 » [kwei] («scettro») ottiene « 娃 » [wa], «bella ragazza» (anche in questo caso si è avuto un mutamento di pronuncia).

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