Giovedì 29 Giugno 2006

- Sezione 3 - Dal 1600 al 1945 - Approfondimenti

Il telaio di Jacquard

Joseph Jacquard può essere considerato il fondatore dell’automazione dei processi industriali.

Egli, infatti, ha costruito la prima macchina (un telaio meccanico) il cui funzionamento dipendeva da un programma codificato su una scheda perforata: per modificare il lavoro prodotto dalla macchina, era sufficiente cambiare la scheda.

Jacquard era figlio di un tessitore di seta nato a Lione, in Francia, nel 1752. Interessato a problemi di natura meccanica, nel 1790, mentre stava riparando un vecchio telaio, gli venne l’idea di cercare di rendere automatico il lavoro del tessitore. Dopo aver partecipato ad alcune vicende belliche della rivoluzione francese, nel 1801 costruì il primo esemplare di telaio meccanico il cui disegno era governato da una scheda perforata; ad ogni passaggio della spoletta i fili dell’ordito erano controllati dai fori presenti sulla scheda: fori diversi comportavano orditi diversi.

Il telaio meccanico venne poi migliorato fino a diventare un prodotto industriale. Nonostante le molte resistenze alla diffusione di questa macchina (ci furono molti tentativi di distruzione da parte dei tessitori che avevano intuito la fine del loro lavoro manuale), già nel 1812 si contavano in Francia più di 10.000 telai meccanici installati; in Gran Bretagna ben presto si raggiunse la cifra di 100.000 telai installati dando origine alla così detta rivoluzione industriale.

L’idea della scheda perforata è anche all’origine dell’era informatica. Infatti, Babbage (1791 – 1871), con i suoi progetti di macchina alle differenze e di macchina analitica, ha tentato di applicare l’idea della scheda perforata per programmare le operazione da far eseguire ad una macchina calcolatrice.

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