Giovedì 29 Giugno 2006

- Sezione 5 - Dal 1979 al 1994 - Temi principali

L'informatica personale

In questo periodo, come nel successivo, la tradizionale suddivisione di hardware, software e applicazioni non è più utile a capire e descrivere lo sviluppo dell’informatica.

Questo è così fortemente influenzato dal mercato che è conveniente classificare la materia nei due grandi segmenti caratteristici delle vendite: alle persone e alle aziende; un terzo argomento è quello che sarà il punto di riferimento dello sviluppo successivo: l’emergere di Internet.

Mentre l’espressione “personalcomputer” è usata per la prima volta nel 1962, l’oggetto corrispondente al nome appare sul mercato verso la fine degli anni ‘70; alla comparsa, successo ed evoluzione del PC contribuiscono quattro componenti essenziali.

A) L’esigenza di rendere autonomo e indipendente l’uso di un computer da parte di ogni utente. Nel periodo precedente, per risolvere o almeno fronteggiare questo problema, erano comparsi il “time sharing” e i sistemi transazionali; questi davano l’impressione a un utente di poter usare “tutte” le risorse di elaborazione disponibili. Il timesharing era soprattutto volto all’uso da parte di informatici (per sviluppare e provare i programmi e le applicazioni) e di ricercatori (per il calcolo scientifico); i sistemi transazionali erano adatti solo ai “grandi” problemi aziendali perché richiedevano un lungo processo di analisi, scrittura e messa a punto del software.

B) Lo studio dell’interfaccia uomo-macchina, che culmina nella messa a punto del paradigma Wysiwyg (pronunziato “uisi uig”, acrostico di What you see is what you get). Nel 1973 al Parc (Palo Alto research center della Xerox) era stato messo a punto un computer, Alto, che interagiva con l’utente per mezzo di video, tastiera, mouse (e quindi era l’antesignano del moderno PC); su questo era stato costruito, l’anno successivo un editor (Bravo) che, nel 1975, si era evoluto in Gipsy che aveva l’apparenza di un text editor moderno: in particolare mostrava sullo schermo il testo come sarebbe apparso in stampa e permetteva di correggerlo indicando mediante il mouse cosa doveva essere tolto o sostituito. Una tale interfaccia è fondamentale per poter usare uno strumento in modo naturale senza doverne imparare prima le convenzioni (artificiose) per il suo utilizzo (come invece avveniva per le applicazioni aziendali dell’informatica).

C) Lo studio e l’analisi delle attività non “organizzate” e procedurali compiute da tutte quelle persone che svolgono a tempo pieno o parziale “attività di ufficio” (impiegati, dirigenti, ricercatori, addetti ai servizi, ecc.). Queste ricerche, iniziate alla fine degli anni ’60, continueranno per tutto il decennio successivo e, con grande vigore, negli anni ‘80 quando saranno distinto dal nome di “officeautomation”; hanno come risultato, per esempio, la messa a punto di programmi (detti spreadsheet) come Visicalc (visto alla fine del periodo precedente) che permette ad un utente di decidere ed eseguire autonomamente una serie di semplici calcoli. Nasce, da questo filone e da quello precedente, la cosiddetta “metafora della scrivania” cioè l’idea di rappresentare, visualizzandoli mediante “icone” sul video, gli oggetti che sono di interesse (e che di solito stanno, appunto, sulla scrivania).

D) La comparsa dei microprocessori (spesso brevemente chip). Nati agli inizi degli anni ‘70 sostanzialmente come essenziale elemento costruttivo dei mainframe, i chip sono utilizzati anche per automatizzare meccanismi complessi; passano poi al mercato hobbistico, che si trasformerà in quello dei PC. Il punto essenziale è che mettono a disposizione una “grande” potenza di elaborazione a un costo basso.

I microprocessori sono caratterizzati dalla lun­ghezza (in bit) della parola su cui possono fare operazioni e dall’ampiezza dei percorsi interni (o bus): se i due numeri sono diversi si indicano entrambi (i primi microprocessori sono stai a 4 bit, quelli attuali a 64). Altro parametro significativo è il clock, cioè la frequenza dell’orologio interno che scandisce l’intervallo di tempo in cui viene fatta (di norma) una singola operazione (i primi microprocessori avevano il clock di qualche megahertz, quelli attuali - 2005- di qualche gigahertz).

La preistoria del personalcomputer vede l’AppleI (1976), l’AppleII (1977) e l’AppleIII (1980) della Apple computer (in realtà oggetti principalmente volti al mercato degli “hobbisti”). Nell’agosto 1981 compare il PC IBM che cambia il corso della informatica: utilizza il microprocessore 8088 della Intel (a 16 bit e con il bus a 8) e il sistema operativo Dos della Microsoft.

Il periodo si può dividere in tre parti, ciascuna approssimativamente un lustro.

La prima parte (dal 1981 al 1985) vede la nascita dei compatibili e un conseguente (lento) evolversi del PC da parte di IBM (PC XT nel 1983 e PC AT nel 1984). La diffusione è principalmente nelle aziende che hanno mainframe IBM.

Dopo un tentativo abortito a causa del prezzo (Lisa) la Apple introduce il primo computer commerciale con interfaccia Wysiwyg (il Macintosh), che conquista principalmente utenti di tipo “scientifico”.

La seconda parte (dal 1986 al 1990) vede il lento sopravvento dei compatibili; è sempre più evidente l’importanza di Microsoft come fornitore del sistema operativo e di applicativi. IBM tenta di introdurre un sistema operativo autonomo (OS/2) e un bus proprietario (MCA) ma le mosse si rivelano un fallimento. Il video si evolve, assumendo prestazioni da consentire i primi video giochi “realistici” su PC. Vengono messe a punto interfacce grafiche (a finestre) che non si diffondono a causa delle scarse prestazioni dei microprocessori. Nelle grandi aziende cominciano a essere collegati con i sistemi informativi e si apre il mercato Home. La Apple, che nel 1987 introduce Macintoh II, però vede il suo mercato ridursi.

Nella terza parte (1991 al 1994) il potere di IBM di influenzare il mercato diventa trascurabile; si diffonde in maniera definitiva l’interfaccia grafica Wysiwyg con il sistema Windows di Microsoft, che insieme al produttore del microprocessore (Intel, che introduce il Pentium) guida il mercato. Compare il primo videogioco in 3D (Doom) che rende obsoleto l’hardaware specializzato per videogiochi. Si consolida l’affermazione degli applicativi Microsoft con l’introduzione di Office che comprende (almeno) un wordprocessor (Word), uno spreadsheet (Excell), la posta elettronica e uno strumento per preparare presentazioni e diapositive (Power Point). I prodotti hardware e software evolvono in modo da rendere “obbligatoria” la sostituzione delle apparecchiature ogni 36-40 mesi. Il mercato aziendale diventa quasi saturo e si espande grandemente il mercato home.

La Apple introduce Quadra (1991) e Power Mac (1994) che però sono ormai una nicchia intorno al 5% del mercato.

Una cronologia ragionata del periodo è la seguente.

1981 nasce il PC IBM: Il modello base utilizza uno schermo a caratteri e due floppydisk (da 360 KB); è disponibile anche un video (detto CGA) grafico a 320×200 pixel e 4 colori. Utilizza il sistema operativo DOS fornito dalla Microsoft. Alla fine dell’anno compare il wordprocessor WordPerfect.

1982 l’anno successivo accade un evento epocale: compaiono i primi “cloni”; (il primo in assoluto è della Columbia (poi rapidamente scomparsa dal mercato), il più “importante” è della Compaq: utilizza un microprocessore 8086 (con performance migliori di quello usato dalla IBM) e un sistema operativo fornito pure fornito dalla Microsoft: fino alla fine del decennio la storia del PC è caratterizzata dalla gara tra IBM e i cloni detti anche “compatibili”.

La Intel immette sul mercato il microprocessore 80286 (16 bit 16 bit-bus). Microsoft introduce Multiplan (diretto concorrente di Visicalc).

1983 La IBM rilascia il PC XT (eXtendedTechnology) che ha integrato un harddisk; può avere il simulatore (hardware e software) dei terminali tipici dei suoi mainframe, molto diffusi nelle (grandi) organizzazioni: si apre così il mercato dei sistemi informativi aziendali. I compatibili rispondono mettendo sul mercato delle “schede” (hw, corredate da software) che hanno la stessa funzione. Compaiono Word della Microsoft (destinato a soppiantare tutti gli altri wordprocessor) e 1-2-3 che per molto tempo è il più diffuso spreadsheet per il PC.

Compare il primo portatile Compaq: pesa più di 12 chili.

1984 La IBM, spinta dai compatibili, mette in commercio Il PC AT (AdvancedTechnology) che impiega il microprocessore 80286; rende disponibile un video grafico (detto EGA) a 640×350 pixel e 16 colori e impiega un nuovo bus detto anche ISA (IndustryStandardArchitecture).

1985 La Intel mette in commercio il microprocessore 80386 a 32 bit; quasi immediatamente i costruttori di compatibili lo adottano nei loro prodotti che, avendo elevate prestazioni, erodono grandi quote di mercato delle aziende alla IBM. La Microsoft annuncia una interfaccia Wysiwyg (pensata per il nuovo microprocessore) per il sistema operativo DOS, che chiama Windows.

1986 Compaq precede IBM nel mettere sul mercato il primo PC basato sul nuovo processore 80386.

1987 La IBM lancia una nuova linea di prodotti, detta PS/2 (da PersonalSystem), su cui monta (a seconda del costo) uno dei due microprocessori della Intel, ormai chiamati semplicemente 286 o 386; può utilizzare un video grafico (detto VGA) a 640×350 pixel e 16 colori (il primo adatto ai videogiochi). La novità maggiore però è il bus che è di nuova architettura coperta da brevetto detto MCA (MicroChannelArchitecture). Compare Windows 2, che è un miglioramento della versione precedente, ma è ancora scarsamente usabile e quindi di modesta diffusione. La IBM introduce OS/2 come alternativa a DOS. Microsoft introduce lo spreadsheet Excell.

1988 Nove aziende che producono compatibili promuovono un nuovo bus, detto EISA (EnhancedIndustryStandardArchitecture) che è l’evoluzione del precedente ISA, per non pagare i diritti alla IBM, che aggiunge a OS/2 l’interfaccia grafica per competere con Windows. Compare lo speadsheet Quattro Pro della Borland.

1989 La Intel mette in commercio il microprocessore 486.

1990 La IBM introduce un nuovo standard per i video grafici: XGA a 1024×768 pixel e 256 colori; comunque da questo anno in poi la IBM diventa irrilevante nella evoluzione del PC, la cui evoluzione è portata avanti dalla cosiddetta Wintel, nome composto da Windows e Intel, cioè è influenzata solo dalla evoluzione dei microprocessori e dai sistemi operativi.

L’evento più significativo è la comparsa di Windows 3.0: usa la memoria virtuale, è veloce (porzione di codice sono state riscritte in assembler) e facilmente usabile: cambia la interazione uomo-macchina.

1992 Compare Windows 3.1, caratterizzato dalla possibilità di lavoro cooperativo (condivisione di file e stampanti su rete). OS/2 evolve nella versione 2.0

1993 La Intel mette in commercio il microprocessore Pentium (32 bit, 64 bit-bus).

Compare Doom che è riconosciuto come il pioniere dell’uso della grafica 3D; è distribuito come shareware e lancia il PC come gamemachine (le apparecchiature per videogiochi avevano hardware specializzato).

Compaiono Windows NT (essenzialmente orientato ai server) e Windows 3.11 orientato al “lavoro cooperativo” (in rete); contemporaneamente la Microsoft lancia il prodotto Office che comprende Word, Excell, Mail e Power-point (per comporre slide e presentazioni).

1994 Compare la versione 3 di OS/2 “warp” (scomparirà alla fine del decennio). Viene distribuito la versione beta di Windows 95 che è caratterizzato dal supporto di Internet integrato, è orientato al plug and play e contiene il DOS completamente integrato (che da adesso in poi smette di evolversi come sistema autonomo).

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