Giovedì 29 Giugno 2006

- Sezione 1 - Dal Big Bang al 5000 A.C. - Approfondimenti

La cellula

Sulla definizione di essere vivente. Due sono le cose che saltano agli occhi: gli esseri viventi hanno, a differenza della materia inanimata, da una parte un’attività autonoma sostenuta nel tempo e dall’altra una certa reattività.

 

Manca a tutt’oggi una definizione rigorosa di vita e di vivente, ma è abbastanza ovvio che dovrà includere almeno la nozione di massa di materia [organica] fisicamente separata dal resto del mondo, dotata della capacità di [metabolizzare materia] consumare energia nonché di quella di instaurare e sostenere una propria organizzazione interna. Sono queste in effetti le proprietà essenziali del computer [della cellula, l’unità fondamentale di tutti gli esseri viventi]. L’organizzazione delle proprie strutture [unità centrale, sistema operativo e periferiche] e la coordinazione delle corrispondenti funzioni sono la caratteristica fondamentale del computer
[della cellula] e quindi degli esseri viventi in generale, anche i più elementari. Se a ciò si aggiunge la facoltà di [riprodursi e di] evolvere in continuazione, si ha un quadro abbastanza esauriente di che cosa si debba intendere per essere vivente.

 I computer [le cellule] hanno [anche], in grado maggiore o minore, la proprietà di rispondere a eventi esterni e tale risposta si fonda innanzi tutto sulla capacità di avvertire cosa succede nel mondo circostante.
Possiamo chiamare sensibilità (o anche irritabilità) questa capacità ed è ovvio che non ci può essere reattività senza sensibilità. Questa risiede materialmente in apposite microstrutture presenti su un sensore, detto periferica di input, che separa il computer dal mondo circostante e che costituisce (appunto) l’interfaccia fra il suo ambiente interno e l’esterno. Un computer è in grado di rispondere alle sollecitazioni del mondo esterno perché possiede tre caratteristiche essenziali: la sensibilità, la capacità di far corrispondere alla ricezione di certi segnali l’approntamento di certe risposte e infine la capacità di mettere in atto queste stesse risposte.

Questo testo è stata ripreso dal libro di Edoardo Boncinelli (Il cervello, la mente e l’anima, Oscar Saggi Mondatori, pagine 9 e 10): il testo originale contiene la parola cellula (vivente) al posto della parola computer.
Il seguente schema illustra le funzioni sopra descritte [e può essere applicato anche al computer].

 

Sensore trasduttore ==>   |

Periferia                          | elaboratore centro

Attuatore trasduttore ==> |

 

In questo schema, l’informazione gioca un ruolo fondamentale sia nel trasferire segnali raccolti dalla periferia al centro, sia nel trovare (elaborare) la risposta (cioè nel dare un significato al segnale), sia infine nell’andare a mettere in atto (mediante l’attuatore) le azioni corrispondenti alla risposta trovata. Il concetto di organismo pluricellulare si può pari pari riformulare in termini di rete di computer.
In questi organismi, il transito dell’informazione e la sua elaborazione sono effettuati tramite il sistema nervoso; nell’uomo, l’elaboratore diventa il cervello e l’insieme delle rappresentazioni e delle elaborazioni che questo organo sa compiere è la mente.

Si deve precisare che le cellule sanno riprodursi e sostituire in continuazione alcune loro molecole con altre della stessa specie, mentre i computer non sanno [ancora] farlo! Le cellule sanno usare materia, energia e informazione, mentre i computer sanno usare solo energia e informazione.

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